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Viaggio in autobus

 

Eccomi di ritorno dopo un viaggio in bus.

 

Partenza a Milano ore 8:00.

L'unica notte in cui ha nevicato a Milano è stata proprio quella antecedente alla partenza.Il bus è arrivato con un'ora di ritardo perché ha trovato neve sul tratto tra Torino e Milano.

Pronti e via, ci fermiamo sul Garda, poi a Verona (qui rimaniamo fermi qualche ora perché l'autista si accorge di aver lasciato un pacco a Milano), e via Padova...

E' sera tardi quando il mio telefonino mi da il benvenuto in Austria.
Dormo tutta la notte tra il 28 e il 29. Solo un'interruzione in pieno sonno per i documenti alla dogana ungherese.
E' mattina presto quando mi sveglio ed ora la dogana è quella che porta in Romania. Ho visto ben poco dell'Ungheria, solo a sprazzi quando mi svegliavo perché il bus prendeva qualche buca, ma le strade ungheresi devo dire dalla rarità dei momenti in cui mi sono svegliato, sono buone.
8 del mattino, è passato un giorno ed entriamo in Romania. E' fatta penso io, nel pomeriggio sarò a Chisinau. Durante una sosta, chiedo conferma all'autista. "A che ora arriveremo?" "A mezzanotte"
"Sicuro?" chiedo io, "No, forse anche alla una, alle due".
Allarmato chiamo Olga, che non ha la macchina, e le dico come farai a venirmi a prendere. Mi rassicura che non c'è problema e che prenderà un taxi e poi ci sarà altra gente.

Sono le 11 di sera, e siamo al confine con la Moldavia.
Un ragazzo moldavo (c'era un gruppo di ragazzi che tornava dopo un breve soggiorno di quattro mesi a Rovigo per seguire un corso da saldatori con cui ho fatto amicizia) mi rassicura, ancora una o due ore. Scende a fumare una sigaretta e quando rientra mi dice "Arriviamo domani mattina, hanno preso tutte le valigie, le vogliono controllare".
Scendo di corsa e verifico di persona che non è uno scherzo. Tutti i bagagli vengono portati via per il controllo.
Una signora mi dice "Loro si credono che sono tutti ladri come loro, ecco perché controllano". Capisco che tra romeni e moldavi non scorre buon sangue.
Non fumo, ma chiedo una sigaretta. Faccio così amicizia con Sergiu che mi offre un cappuccino oltre alla sigaretta, mentre io gli descrivo quali sono a mio giudizio le possibilità di lavoro in Italia.
Quando i controlli sono finiti tutti quanti, uomini, donne e bambini di corsa ci passiamo le valigie l'un l'altro e in poco tempo siamo pronti per partire.

Alla dogana moldava nessun problema. Siamo due italiani, scendiamo e chiediamo il visto. 60 dollari. Io ero preparato, il mio compagno ha lasciato lì 60 euro.

Sono le 8 di mattino quando arrivo a Chisinau, sono passate 48 ore esatte, due giorni e due notti. Sono esausto, distrutto, ma ad aspettarmi lì c'è Olga e allora mi ritorna il sorriso.

 Il ritorno l'ho fatto in aereo.

 

Antonio.
04/01/2004

 

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