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Al mercato di Bendery

 

Scritto in Moldova il 10/12/2003

 

Al mercato pricipale scendiamo dal piccolo pulmino che ci ha condotto dalla periferia al centro città.

Attorno ad un'area coperta, innumerevoli piccole bancarelle vendono capi di abbigliamento, semi di girasole, caramelle e quadri.

Entriamo nell'area coperta nella quale vengono commercializzati i generi alimentari.

Su immensi banconi sono esposti, in un preciso ordine settoriale, carne, formaggi, panna, dolciumi, insaccati, verdure lavorate e conservate in vaschette ma vendute a peso, non confezionate. Nello stesso stabile si possono acquistare piccoli animali da compagni, fiori e caffè. A primo impatto la condizione igienica non sembra tra le migliori. Cani che girano per il mercato, gente che tocca di qua e di là. Ma qui si usa così. Prima di acquistare qualunque cosa, si ha il diritto di assaggiare. Anche la carne va osservata con attenzione, girata e rigirata fino a trovare il pezzo da portare a casa. A me, che sono abituato al supermercato, tutto questo sembra un atteggiamento poco igienico. Invece se vado con la mente al mercato del pesce in Puglia, in realtà è la stessa cosa.

Usciamo da questo grande capannone e ritroviamo altre bancarelle. Siamo al mercato ortofrutticolo. Questa è un'immagine a me già più familiare. Molti i banchi vendita ma poca merce sugli stessi. Patate, carote, rape rosse e quel poco che la natura offre nei mesi invernali.

Mi raccontano che buona parte della merce venduta è di produzione prorpia. In pratica ogniuno può produrre in casa e poi andare al mercato e vendere ciò che ha. Ovviamente va pagata una tassa di posteggio ma, se ho capito bene, niente controlli sanitari.

Ci spostiamo in un'altra area del mercato, quella non alimentare, anche questa piuttosto grande. Qui troviamo bancarelle che espongono abbigliamento, detersivi, profumi, biciclette e piccoli eletrodomestici.

Attorno a queste stanno nascendo piccoli negozietti. Box prefabbricati di dimensioni ridotte nei quali vengono venduti televisori, aspirapolvere, lampadari ecc.

Usciamo dal mercato e ci dirigiamo verso un piccolo centro commerciale. Nulla a che vedere naturalmente con i nostri centri commerciali. Anche qui l'area di vendita è ridottissima. Corridoi stretti, nei quali spostarsi da un negozietto all'altro. Divisori prefabbricati che dividono i punti vendita. Qui però la situazione e completamente diversa rispetto al mercato. Negozi puliti, merce ordinata, prodotti alimentari confezionati, carne sottovuoto, banchi frigoriferi. Senz'altro più igienico, ma meno frequentato. Qui tutto costa qualche centesimo di rublo in più. Mi sembra normale...

A proposito di rublo, qui siamo in Transnistria, per cui la moneta non è il leu moldavo bensì il rublo della Transnistria. E' assolutamente vieteto pagare in leu e altrettanto è il cambio valuta ai banchi vendita.Per questo spuntano in ogni angolo i cambia valuta ufficiali. Piccoli sportelli nei quali è possibile cambiare il leu moldavo ma anche dollari e euro. Il cambio clandestino però non manca. Anche se vietatissimo, presso alcune bacarelle è possibile cambiare moneta a un tasso più vantaggioso rispetto a quello ufficiale. Anche questo è un affare...

Alcuni prodotti, in genere quelli di importazione, sono esposti con il prezzo in doppia valuta. Oltre quella locale si trova il prezzo in dollari Usa, la moneta di riferimento per eccellenza.

Qui in effetti non mancherebbe nulla. In vendita si trova di tutto. Lavatrici e frigoriferi di produzione italiana (Indesit e Ariston), televisori, telefoni cellulari, radio, impianti Hi-Fi, fotocamere digitali, saponi e detersivi con marchi europei, prodotti di bellezza. Tutto quello che piace a noi italiani. Anche la paste Barilla. Ma... ai prezzi italiani. Lavatrice da 300$ in su, televisore 25' da 350$, detersivo per il bucato in lavatrive "Ariel" da 6kg. a 13$. Il tutto da acquistare con uno stipendio da 50 o 100$, se stipendio c'è... E' solo questa la differenza...

In Moldavia non manca niente, solo i soldi!!! Purtroppo...

 

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