|
La prima volta in Moldavia
Chi lo avrebbe mai detto: arrivare in
Moldavia. Fino a poco tempo fa non sapevo neppure che
esistesse un posto con questo nome.
Poi l’anno scorso i salesiani, dopo la positiva esperienza
del campo di accoglienza di San Foca, hanno avuto un contatto
con il Vescovo di Chisnau a cui è seguita un’attività di
animazione con un gruppo di giovani e di bambini nell’agosto
scorso. Il tutto è andato molto bene.
E poi la proposta a me di vivere questa esperienza con i miei
ragazzi del Valentino.
Un sogno che un po’ alla volta è diventato realtà. Siamo
riusciti a mettere insieme cinque giovani animatori desiderosi
di vivere questa esperienza.
Ora
mi trovo a raccontare quasi quattro giorni incredibili. Mi
accompagna in questo viaggio don Pier, il salesiano che
l’anno scorso ha vissuto questa esperienza.
Per il viaggio nulla di speciale, a parte la piccolezza
dell’aereo che ha fatto sì che per quasi 5 ore ho avuto le
ginocchia in bocca, e poi qualche vuoto d’aria …
La prima impressione non è stata poi così male: un aeroporto
molto piccolo, ma comunque carino. Chisnau (la capitale della
Moldavia), una tipica città dell’est europeo. La prima spia
rossa che si è accesa è stato l’incontro con la poliziotta
che mi ha controllato i bagagli: prima mi ha chiesto se ero li
per “andare a donne” (sto citando). Certo che come
accoglienza non è male e poi… mi ha chiesto qualche cosa,
le ho dato 5 euro … mi faceva pena. Non so se però ho fatto
bene.
Uscendo dall’aeroporto e prendendo la via principale mi
sembrava di ritornare a Sarajevo. Ripeto, pensavo peggio.
Istintivamente mi viene da chiedermi: ma cosa ci faccio io
qui? Forse non sempre la povertà è così visibile ed
appariscente. E poi siamo comunque nella capitale di un paese.
Bellissima la casa delle suore dove saremo ospitati, ma ancor
più bella l’accoglienza. Fuori dall’aeroporto c’è un
gruppetto di ragazzi che sono venuti ad accogliere don Pier.
Che festa gli hanno fatto! E quanto gli è costato arrivare lì!
Non è poi così facile per loro viaggiare!
La stessa accoglienza che ci hanno riservato le tre suore di
questa comunità. Non sapevano più cosa fare per noi! Sr
Michelina è italiana, le altre due sono rumene ma parlano
molto bene l’italiano.
Quando poi don Pier ha tirato fuori dalla borsa un pacchettino
di sementi che aveva a loro promesso, ci hanno fatto una festa
incredibile. Basta proprio poco per chi non ha niente per
esultare di gioia … e per noi che abbiamo tutto ci vuole
proprio tanto per farci contenti!
Bellissimo il dialogo avuto con queste suore circa la
situazione sociale, politica e religiosa di questo paese.
Ancora una volta ho capito che le apparenze ingannano.
Forse l’eccessiva stanchezza e il buio mi hanno impedito di
vedere le case. Sono fatiscenti! In casa ci sono i tubi
dell’acqua, ma non c’è l’acqua. Si vedono questi “bloc”,
questi casermoni incredibili, che a parte essere squallidi,
sono ormai fatiscenti.
Mentre suor Michelina raccontava mi veniva da piangere. Nelle
campagne la terra è abbandonata perché, pur essendo molto
fertile, i contadini non hanno le attrezzature per lavorare.
In molti posti c’è ancora il baratto!
La paga mensile è di circa 20-30 euro al mese, ma il costo
della vita che è simile al nostro. Chi lavora in fabbrica
spesso non viene pagato, ma riceve un po’ del lavoro
prodotto che a sua volta, per vivere, deve in qualche modo
vendere. Ecco perché sulle strade si vede gente vendere
qualsiasi cosa!
Ci ha consigliato di andare al mercato: c’è gente che vende
i ricambi delle biro, i lacci delle scarpe appesi a un
bastone, le bottiglie vuote dell’acqua.
La situazione religiosa non è migliore. Su 4 milioni di
abitanti i cattolici ufficialmente sono 20.000, ma in pratica
sono circa 12.000. Il resto sono tutti ortodossi. Anche qui ci
sarebbero delle cose interessanti da dire, ma è meglio
lasciar perdere. Anche la Chiesa cattolica, molto giovane e
piccola, ha le sue difficoltà!
Prima di cena abbiamo celebrato la messa con le suore e con un
gruppo di laici missionari del rinnovamento dello spirito.
Anche questi che coraggio: abbandonare tutto per andare in
missione in Moldavia!
Mentre sono in camere e scrivo queste poche righe, una suora
è venuta a portarci una bottiglia d’acqua, nel caso questa
notte ci venga sete. Scopro così che in Moldavia l’acqua
non è buona da bere, bisogna prima farla bollire o bere
quella in bottiglia.
Forse è meglio che mi metta a dormire: domani sarà una
giornata molto impegnativa.
Leggi tutto il racconto
direttamente dal sito dell'Oratorio Valentino
Vai al sito dell'Oratorio 
altro
racconto
Puoi commentare questo racconto nel forum.
Entra

Versione
stampabile
|