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Il primo impatto

 

9 dicembre 2003
ore 18.00

 

Terra Moldava

Dopo aver ascoltato, letto e detto di tutto sulla Moldavia, eccomi qui, nel piccolo stato ex-sovietico.

La prima cosa che mi salta agli occhi, appena fuori dall'aeroporto sono le automobili. Trovo parcheggiate le vecchie Lada di fabbricazione russa di 20 anni fa. Accanto a queste però, anche ultimi modelli di Bmw e Mercedes.

Noi entriamo in una vecchia Lada, saremo ospiti di mia cognata, la sorella di mia moglie. E' lei che ci ha prelevato dall'aeroporto.

Primo avvertimento: "Non spaventarti, qui le strade non sono come in Italia, balleremo un pò!" Ma questo l'avevo già sentito. Quello che non mi aspettavo è che la vecchia Lada accentua notevolmente il dissesto stradale.

Così, dopo i consueti abbracci e baci, si parte alla volta di Bendery, in Transnistria. Circa 80 km. di strada, poco più di un'ora di viaggio.

Usciamo da Chisinau e imbocchiamo una strada larghissima, tre corsie. Tutto buio, niente illuminazione. Scarsa la segnaletica orizzontale, pochi i segnali verticali. Mi guardo attorno. Poca luce ovunque, distributori di carburante ultramoderni, immensa la scritta "Chisinau" all'ingresso della città.

Quei pochi segnali stradali sono vecchi e arrugginiti, scritti in caratteri latini e non in cirillico, come mi aspettavo.

Un pò di bosco, molta campagna la cui terra sembra quasi abbandonata. Non so in realtà se questa venga coltivata o meno. Piccole case monofamiliari lungo buona parte di questa grande strada. Costruite con semplicità, probabilmente materiale recuperato qua e là. Anche porte e finestre non sembrano di nuova produzione.

Sono stanco ma felice. E' la prima volta che metto piede in un paese dell'ex Unione Sovietica. Da sempre avrei voluto visitare l'ex impero russo, e ora eccomi qua.

Domenico

 

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