Era un caldo d'estate
,pieno d'emozioni(1999),avevo superato gli esami del secondo
anno d'università con ottimi voti. La professoressa di
francese mi consigliava di prendere per il terzo anno il corso
di francese facoltativo ,cosi quando prendevo la laurea potevo
insegnare anche il francese a parte la lingua ivrit e idisch e
lingua e letteratura romena,ma per me i consigli erano inutili
perché sapevo già che dovevo partire per l'Italia.
Tutto l'estate è passato tra lunghe attese per la risposta
del visto ed ecco che alla fine di agosto arriva la
notizia,dobbiamo partire. Il mio ragazzo mi aspettava in
Italia e l'idea è stata la sua di chiamarmi in Italia
dicendomi che troverò subito un lavoro e che lui era ben sistemato
con casa e lavoro. Io ho pensato :vado li,guadagno un po' di
soldi e per dicembre torno a casa a continuare gli studi.
27 agosto è il giorno di partenza. Pochi saluti ,non sapevo
se arriverò o meno quindi non volevo spargere la voce. Mi
sveglio la mattina presto ,la mia sorellina dormiva quindi ho
preferito non svegliarla,solo un bacetto sulla guancia.Mia
mamma mi accompagnò al pullman che sta proprio vicino casa
mia. Io e la mia fatidica valigetta preparata con cura,mi
avevano consigliata di prendere il necessario e basta.
Per le 8.00 stavo a Chisinau,ho notato che a posto del pulmino
di 10 persone come era previsto eravamo in 46 su un pullman
tra cui anche 3 minorenni. Là incontro la fidanzata di un
ragazzo che stava insieme al mio fidanzato in Italia,facciamo
subito amicizia e prendiamo i posti vicini.Verso mezzogiorno
la partenza. Alla dogana di Moldavia tutto bene,sono scesi
solo l' accompagnatori,hanno parlato con i doganieri,nemmeno
hanno controllato i passaporti che li teneva tutti un
accompagnatore ,noi nemmeno li abbiamo visti se erano con
visto o meno.In Romania idem,niente controlli,è entrato un
doganiere e ci ha chiesto dove andiamo e noi tutti in coro
abbiamo risposto che andiamo in un villaggio in Romania in
vacanza,cosi ci era stato detto prima.Il doganiere si avvicina
a una ragazzetta e gli chiede quanti anni ha,era una delle
minorenni e li chiese anche se era vero che andiamo in villeggiatura,
lei confermò ma il doganiere li rispose con uno sguardo
incredulo.In Ungheria la sorpresa,ho scoperto che sui
passaporti non c'èra il visto per l'Italia ma solo per
Slovenia quindi ho capito che dalla Slovenia passeremo
clandestinamente.
Eccoci arrivati in Slovenia,albergo con tre stelle compreso
colazione e pranzo. Bellissime giornate,sole, mare adriatico
ma...la nostra meta era un altra. Gli accompagnatori sono andati
via dicendo che vanno a pendere un pulmino in Italia e che
pian-piano faceva passare tutti dal altra parte.
Per il pranzo c'èra un grande buffet dove c'èra di tutto è
di più. I più svegli di noi facevano il giro della tavolata
2 ,3 volte e poi riempivano le tasche di merendine e
formaggini per la sera visto che la cena non c'era compressa.
A dire il vero tutti ci guardavano un po' sospetti.
Passiamo due giorni ma l' accompagnatori non si fanno vivi e
noi cominciamo a preoccuparci.
Io rintraccio mio fidanzato con il telefono del albergo e lui
mi da una terrificante notizia,i nostri accompagnatori sono
stati arrestati e noi in 46 abbandonati in un albergo sul mar
adriatico,e l'albergo era pagato solo per 3 giorni quindi
dovevamo lasciarlo.
Insieme a noi c'era una ragazza che èra gia passata
clandestinamente e il mio ragazzo si mette d'accordo con lei
per aiutarci a passare la frontiera. Non sapevamo che
fare,come comportarsi con gli altri,loro non sapevano nulla.
la ragazza ci aveva avvertito che se diciamo a qualcuno non ci
aiuterà a passare la dogana. Nella nostra stanza c'era una
ragazza de la mia età e mi faceva tanta tenerezza quindi li
ho spiegato quello che era successo e di prendere provvedimenti
insieme agli altri. Io e l'amica mia zitte prepariamo i
bagagli e scappiamo.Prendiamo un taxi che ci porta a Nova
Gorizia,scendiamo vicino a un parco.Là contatto di nuovo
telefonicamente il fidanzato,lui mi dice che sta a
Gorizia,praticamente l'altra metà della città di Nova Gorizia
in Italia e mi aspetta insieme al fidanzato del amica mia. Mi
dice anche che non dobbiamo prendere assolutamente nulla dei
nostri bagagli per facilitare il passaggio e nemmeno i
passaporti.Eravamo in una situazione disperata. In quel parco
abbandono la mia valigia con i miei vestiti,il più grande
dispiacere era per il mio vestito del galà di fine scuola.
Prendo solo la mia minuscola borsetta dove centrava solo il
mio album con tutti i miei bellissimi ricordi,quello non
potevo abbandonarlo,era troppo per me.
Libere di ogni peso ,tranne quello della mente,ripartiamo per
avvicinarsi alla frontiera.
La ragazza aveva detto che è facilissimo,che c'è una
recinzione alta un metro e mezzo da passare e sei in Italia.
Era ancora giorno,vicino alla dogana c'è una stazione dei
treni .La ragazza ci consiglia che meglio dividersi per un po'
che cosi sembriamo troppo sospetti. Io e la mia amica ci mettiamo
sedute su una panchina della fermata e dopo pochi istanti
perdiamo di vista la ragazza.Ci ha abbandonate. Eccoci rimaste
sole,in due. Che facciamo?
Siamo avvicinate alla recinzione, effettivamente non era difficile
passare,dal altra parte c'èra gente che camminava e ci
guardavano con sospetto. Abbiamo capito solo la parola
polizia. Abbiamo pensato,meglio passare di notte che è più
buio e si vede meno. Qui ci siamo disfatte dai passaporti come
siamo state consigliate,li abbiamo messi sotto un pezzo di
ferro vicino a una casetta abbandonata che stava lungo lo
stradone. Sempre vicino a questa casetta abbiamo aspettato
finche è diventato buio. A un certo punto si sono accese
certe luci che èra più luminosa della luce del
giorno,fregate.Abbiamo deciso di camminare lungo la carreggiata
della strada che era ricoperta di fratte e alberi,forse
troveremmo un posto migliore per passare e meno illuminato. Ci
avviciniamo alla recinzione di rete nascosta dalle fratte e
intravedo un passaggio.Appena ci avviciniamo,sbucca da li un
omone che ha cominciato a parlare in una lingua che non
conosco ma noi gia eravamo in fuga e lui che ci chiamava, ma
non a voce troppo alta. Siamo nascoste dietro a un pullman che
èra parcheggiato lungo la carreggiata,o forse èra uno di
quelli per venditori ambulanti. Inizialmente abbiamo pensato
che sia un poliziotto,dentro di me ho detto:meglio,cosi ci
arresta e magari ci rimanda a casa. Stando in silenzio dietro
al pullman abbiamo sentito delle voci di donna e stranamente
in una lingua conosciuta,si erano moldave.
Quindi abbiamo deciso di andare li e vedere che succede tanto
non c'èra tanta scelta. Siamo entrate dallo stesso passaggio
dove era sbucato l'omone su una cinquantina d'anni e insieme a
lui incontriamo tre donne sui 45 anni che erano con noi sul
pullman quali abbiamo lasciato al albergo.le donne non erano
tanto sorprese dl nostro arrivo,io le chiedo che vuole il
omone ,loro mi spiegano che lui vuole aiutarle a passare dal
altra parte.Io provo a farmi capire dal tizio,dico:tra il
russo,romeno, francese,un pò di inglese qualcosa capirà.Parlando
con lui in non so che lingua ho capito che lui ci aiutava a
passare ma dobbiamo pagare 300$ per ognuna e se non siamo
d'accordo chiama la polizia. Davanti a noi c'èra un murglione
alto 3 metri in cemento armato con un filo spinato a metà
altezza. Noi quei soldi non c'è l'avevamo quindi o detto se
ci fa passare tutte quante con 300$. Lui fa capire che va
bene, prende i soldi che aveva una di noi in mano e mi fa
segno se vado con lui in machina per 5 minuti . Ho cominciato
a piangere e mi veniva da darle tante di quelle botte ma
sapevo che sarebbe stato fatale,lui intanto a cominciato a far
salire quelle donnone sul muraglione,ero rimasta io l'amica
mia,lei mi fa :dai che tu sali dopo di me,io ho detto o
insieme o niente invece lei a ceduto , a cominciato a salire.
A un certo punto mentre lui stava aiutando l'amica mia pe
passare mi sono arrampicata sul muraglione, ho afferrato con
la mano il filo spinato e per miracolo mi sono trovata dal
altra parte,In Italia. E stato un vero miracolo perché
nemmeno oggi mi so spiegare come ho fatto. Ma..non era finita
li...
Il brutto omone era un vero bastardo,ci ha fato passare sul
territorio di una fabbrica di gomme per l'auto. Tutto
recintato di altri muraglioni identici a quello di prima in più
c'erano delle macchine parcheggiate d'avanti ai dei uffici e
si sentiva le voci della gente dentro. Le donne hanno
cominciato a piangere,io invece ho preso una forza che nessuno
mi poteva più fermare,ho detto:troverò la via d'uscita.
Voglio sottolineare che ero la più piccola del gruppo,avevo
solo 19 anni. Pian-piano abbiamo cominciato a camminare con la
paura di non farsi sentire o vedere ed ecco un passaggio,un
blocco di cemento del muraglione mancava e ci siamo recate da
quella parte. Buio ,sotto i piedi sentivamo fruscio di non so
che,forse èra una discarica,no lo so,buio totale. Ogni tanto
ci chiamavamo per non perdersi,a un certo punto una di noi non
rispondeva.
Ci siamo ritrovate tutte davanti a una recinzione di una
casa,una di noi ha detto di passare li ma io ho detto di no perché
avrebbero subito chiamato la polizia. Abbiamo camminato ancora
troviamo un altra recinzione,era un cantiere,un palazzo in
costruzione. Ho detto:questa è la soluzione! Era di sabato, e
per logica il cantiere chiuso è anche la domenica,quindi li
potevamo passare sicuri poi dopo entrare in città.
In giro si sentivano sirene della polizia,una è passata
proprio davanti al posto dove stavamo noi,forse in quella
notte sono passate piu persone e forse tutti moldavi dal
nostro sfortunato pullman. Dal altra parte della città si
sentiva la musica e delle grandi luci giravano in continuazione,
forse era un concerto o forse una discoteca all' aperto.Dopo
qualche ora siamo uscite in strada camminavamo noi in due e le
signore in tre dietro di noi,per non essere troppo sospette.
Cercavo una strada che per me fosse stata la via centrale di
Gorizia per poter dare le coordinate ai nostri fidanzati.Ci
siamo trovate in una strada che sembrava piu luminosa e più
affollata delle altre,èra pieno di gente che si divertivano
davanti ai locali. Sono entrata in un bar ,ho chiesto in
francese se cambiavano dei dollari per acquistare dei gettoni
per telefonare,mi hanno dato dei gettoni che in realtà erano
delle monete da 500 lire . La gente mi guardava strano,infatti
avevo le gambe tutte graffiate e sanguinanti ma non sentivo
dolore,anzi non mi ero proprio accorta.
Ho preso le monete,poi ho trovato un telefono pubblico lungo
la strada,ho provato a chiamare ma le sorprese non erano
finite là,la segreteria telefonica mi comunicava che i
telefonini sono irraggiungibilli. Vicino al telefono c'era un
locale che a quel ora era oramai chiuso e davanti c'era una
tenda dove custodivano le sedie del locale poste una sopra
l'altra e incatenate,noi ci siamo rifugiate li anche perchè
la polizia girava in continuazione.Di tanto in tanto io e
l'amica mia uscivamo per provare a telefonare ma rispondeva la
stessa segreteria .
Eravamo esauste,avevamo fame e sonno. Mi stavo quasi
addormentando in piedi. Ho pensato dentro di me che se fino
alla mattina non li troviamo andrò a costituirmi alla
polizia.
Era quasi mattina ed era il turno del amica per
telefonare,uscendo dalla tenda ha guardato in su sul
marciapiede e ha sussurrato:Aurel...,era il nome del suo
ragazzo. Ho pensato che sta delirando ma nelle condizioni in
cui ci trovavamo non mi meravigliavo a fatto,era il minimo...
Colpo di scena,vedo un ragazzo che si avvicina a lei,lei le va
incontro e l'abbraccia piangendo,io ero sbalordita,ho
capito,era il suo ragazzo,a pochi passi da lui c'èra anche il
mio...(attualmente ex-fidanzato)
E stato un incontro per caso,in una città sconosciuta la mia intuizione
è stata piu forte di tutto..
P.S E questo è solo il mio arrivo in Italia e non è stata
l'unica difficoltà incontrata in questo paese sognato,le
altre sorprese stavano ancora per arrivare.
L'amica mia dopo 2 anni è tornata in Moldavia a continuare i
studi all' università di medicina e abbiamo perso il
collegamento,le tre signore non avevano nessun appoggio quando
sono arrivate,erano solo con la speranza di trovare un lavoro
ma non ho saputo più niente.
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