Ho freddo,
il gelo spietato passa tramite i pensieri lontani da
questo quadro senza cornice. Nevica, gli alberi, le case sono
coperte di un bianco impeccabile, puro…. e
basta…. Cerco di scaldare le mani fredde su un tazza
di tè bollente, servita da un cameriere, con sguardo curioso, dopo aver sentito le nostre
chiacchiere, sedute
a un tavolino del bar, in attesa…
27/01/2001 – Sono le
16, tra poco partiamo. Ho dovuto anticipare 2.000 dollari.
Lascio la sicurezza di un buon lavoro, lascio la mia famiglia e miei affetti,
e poi più tardi ho capito che ho lasciato
anche la mia tranquillità… perché sento che posso fare di più. Dopo tanti tentativi di
uscire legalmente facendo
3 passaporti, ho deciso di partire illegalmente.
L’organizzazione
illegale che ho contattato è formata da una catena di persone con cappuccio in testa, cambiano da nazione a nazione e
ti accompagnano solo nel tragitto della loro nazione, circa 60
persone. Mi hanno parlato di 3 gg., per arrivare in Italia (poi rivelatisi in
realtà 3 settimane).
Ok, siamo partite in auto
assieme ad altre 8 persone, giornata di gelo e neve.
Attraversiamo tutta la Romania senza problemi e in Ungheria,
per entrare, pago il permesso momentaneo per gli acquisti e
arrivo a Budapest.
Ci siamo trovati in una
abitazione privata adibita ad al albergo con altre 60 persone,
un bagno comune, la fila per fare da mangiare e attendiamo una
settimana prima di iniziare il viaggio per la
Slovenia ( pagando 10 dollari al gg.).
Ho pochi soldi per
mangiare, mi accontento di quel poco che mi danno, cominciamo
a preocuparci, senza passaporti, senza soldi, nessuna possibilità di telefonare
e di uscire da quel appartamento (che è molto alto e diviso
da un soppalco, ma almeno è caldo e pulito. Le altre
persone che alloggiavano raccontavano che sono
già in attesa di un mese per partire ….
2 febbraio - Oggi è il mio compleanno, ho pianto tutto il giorno,
penso alle feste dei miei compleanni precedenti, e mi chiedevo
sempre ma cosa
sta succedendo, non smetto di piangere ma voglio proseguire.
Ho voglia di scappare, ma nessuno può uscire
dall’appartamento, tutti raccontano le motivazioni che li
hanno spinti ad uscire dalla loro nazione.
Dopo 3
gg. Arriva l’ordine della partenza, saliamo su una
BMW, senza sedili posteriori, siamo in 9
con l’autista, mi coprono con una coperta nel posto
lasciato dai sedili posteriori che sono stati tolti e 2 donne
ed un uomo vengono spinti nel baule.
Arriviamo al confine con
la Croazia verso mezzanotte. Ci fermiamo a riposare in una
casa di una ricca signora, collegata sicuramente al gruppo dei
corrieri. Finalmente ci
si lava e si mangia qualcosa. Verso le 4 del mattino arrivano
2 macchine e ci caricano rapidamente per portarci in un bosco
sul confine. Ci attendono altri 5 ragazzi e li seguiamo in
silenzio, nel buio più completo.Sto tremando di paura e nel
silenzio alcuni scoppiano
a piangere ma vengono subito zittiti. Sentiamo i cani dei
militari di frontiera. Ed arriviamo
ad un fiume che divide la Croazia dall’Ungheria.
Ci fanno togliere le
scarpe e dobbiamo seguire un sentiero fatto di sassi nel fiume. Ci avvisano di non andare oltre perché il fiume è
profondo. Ma dopo qualche metro siamo sotto fino alla cintura.
E gennaio fa freddo, l’acqua è gelida, non sento più i
piedi, non riesco a
respirare, pero mi prendo coraggio guardando gli altri.
Dobbiamo attraversare in 5 min. il tempo del cambio
della guardia dall’altro lato del confine, tutti piangono, i 2 bambini
(eta 8 è 10 anni) assieme ai loro genitori, (di nazionalità
siriana) non
reagivano più, erano affamati e
congelati, mi e venuta tanta paura ….esco e nel buio correndo entro in un
rovo di more, la gamba mi rimane intrappolata nelle spine e
non riesco più a uscire, qualcuno torna in dietro e mi tira
fuori, tanto non sentivo più i piedi… la febbre sta
aumentando… bagnata e congelata e re-infilo l’unica scarpa
rimasta. Sto morendo dal freddo, ma ci spingono rudemente,
avvisandoci che chi rimane indietro viene lasciato dov’è…
Dobbiamo attraversare un
campo di 500/600mt, un minuto di tempo, per non essere
illuminati dal potente faro utilizzato dai poliziotti di
frontiera, che girava a 360
gradi, come nei campi di concentramento. E quando la luce
arriva, ci buttiamo a terra. Ma hanno appena tagliato un
frutteto, i rami tagliati entrano nella pelle, siamo cosciente
che se ci vedono ci spareranno, penso a casa, al mio focolare,
a mia madre a mia sorella, che può darsi non rivedrò mai…
l’altra mia compagna grida di lasciarla li, che
non vuole più proseguire, vuole morire! Ma la
spingono avanti….
Due macchine ci aspettano
sotto un ponte. Dobbiamo attraversare la Croazia in fretta
prima dell’alba. La macchina nella quale siamo salite, prende
la strada a tutta velocità. E' sempre notte, ma dopo 30 min
troviamo in posto di blocco. L’autista lo forza e ci sparano
contro. In pochi minuti siamo rincorsi da 5/6 macchine della
polizia di frontiera croata. Ci bloccano, cani, telecamere e
mitra ci caricano dentro ad un pullman.
Cominciano gli
interrogatori, le prime umiliazioni, ho tanta paura, mi
minacciano ma non subisco nessuna violenza.
Ci chiedono di che
nazione siamo ma facciamo scena muta, ci deridono definendoci
della nazione dei macachi, ci buttano in una cela del carcere
della frontiera, fame, freddo…. intanto ci chiediamo cosa
sarà capitata alla seconda macchina di cui non abbiamo
notizie.
Dichiariamo di non avere
più soldi. Ci danno l’espulsione immediata con foglio di via, entro 48 ore
dobbiamo uscire dal
territorio…
Siamo nuovamente a
Lubiana, in Slovenia e siamo rimasti solo 2 donne e 2 uomini,
senza guida e con pochi soldi.
Camminando, nascosti dietro i
cespugli siamo arrivati alla stazione,
dove, non so come ci aspettavano 2 tipi a prenderci con una
macchina, ci
portano in una casa di montagna. C’è uno specchio, mi
guardo e vedo lividi ovunque, sono viola, ho i piedi che non
li sento più (bruciati dal gelo), la febbre
è a 39, non ho medicine…
Partiamo
a piedi per la montagna, assieme ad un altro gruppo di 6
persone con 2 bambini di 7 anni. Non parlano, non fiatano,
sono due ometti.
La marcia dura 24 ore,
tutta di saliscendi di montagna, tanto ghiaccio, brina, e
freddo. Aggiriamo la frontiera croata. Ho paura che mi
riprendano, stavolta rischio il carcere.
Finalmente arriviamo
vicino al confine tra Slovenia e Italia (ma lo imparo solo
dopo) non sappiamo esattamente dove siamo, ne da dove siamo
partiti, attorno
solo montagna nessuna
anima viva sono le 10 di sera….
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