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Il  viaggio indimenticabile
prima parte

 

di Gherta
Scritto il 11/10/05

Ho freddo,  il gelo spietato passa tramite i pensieri lontani da questo quadro senza cornice. Nevica, gli alberi, le case sono coperte di un bianco impeccabile, puro…. e basta…. Cerco di scaldare le mani fredde su un tazza di tè bollente, servita da un cameriere, con sguardo curioso, dopo aver sentito le nostre chiacchiere, sedute a un tavolino del bar, in attesa…

 

27/01/2001 – Sono le 16, tra poco partiamo. Ho dovuto anticipare 2.000 dollari. Lascio la sicurezza di un buon lavoro, lascio la mia famiglia e miei affetti, e poi più tardi ho capito che ho lasciato anche la mia tranquillità… perché sento che posso fare di più. Dopo tanti tentativi di uscire legalmente facendo 3 passaporti, ho deciso di partire illegalmente.

L’organizzazione illegale che ho contattato è formata da una catena di persone con cappuccio in testa, cambiano da nazione a nazione e ti accompagnano solo nel tragitto della loro nazione, circa 60 persone. Mi hanno parlato di 3 gg., per arrivare in Italia (poi rivelatisi in realtà 3 settimane).

Ok, siamo partite in auto assieme ad altre 8 persone, giornata di gelo e neve. Attraversiamo tutta la Romania senza problemi e in Ungheria, per entrare, pago il permesso momentaneo per gli acquisti e arrivo a Budapest.

Ci siamo trovati in una abitazione privata adibita ad al albergo con altre 60 persone, un bagno comune, la fila per fare da mangiare e attendiamo una settimana prima di iniziare il viaggio per la Slovenia ( pagando 10 dollari al gg.).

Ho pochi soldi per mangiare, mi accontento di quel poco che mi danno, cominciamo a preocuparci, senza passaporti, senza soldi, nessuna possibilità di  telefonare e di uscire da quel appartamento (che è molto alto e diviso da un soppalco, ma almeno è caldo e pulito. Le altre persone che alloggiavano  raccontavano che sono già in attesa di un mese per partire ….

2 febbraio - Oggi è il mio compleanno, ho pianto tutto il giorno, penso alle feste dei miei compleanni precedenti, e mi chiedevo sempre ma cosa sta succedendo, non smetto di piangere ma voglio proseguire. Ho voglia di scappare, ma nessuno può uscire dall’appartamento, tutti raccontano le motivazioni che li hanno spinti ad uscire dalla loro nazione.

Dopo 3 gg. Arriva l’ordine della partenza, saliamo su una BMW, senza sedili posteriori, siamo in 9  con l’autista, mi coprono con una coperta nel posto lasciato dai sedili posteriori che sono stati tolti e 2 donne ed un uomo vengono spinti nel baule.

Arriviamo al confine con la Croazia verso mezzanotte. Ci fermiamo a riposare in una casa di una ricca signora, collegata sicuramente al gruppo dei corrieri. Finalmente ci si lava e si mangia qualcosa. Verso le 4 del mattino arrivano 2 macchine e ci caricano rapidamente per portarci in un bosco sul confine. Ci attendono altri 5 ragazzi e li seguiamo in silenzio, nel buio più completo.Sto tremando di paura e nel silenzio alcuni  scoppiano a piangere ma vengono subito zittiti. Sentiamo i cani dei militari di frontiera. Ed arriviamo ad un fiume che divide la Croazia dall’Ungheria.

Ci fanno togliere le scarpe e dobbiamo seguire un sentiero  fatto di sassi nel fiume. Ci avvisano di non andare oltre perché il fiume è profondo. Ma dopo qualche metro siamo sotto fino alla cintura. E gennaio fa freddo, l’acqua è gelida, non sento più i piedi, non riesco a respirare, pero mi prendo coraggio guardando gli altri. Dobbiamo attraversare in 5 min. il tempo del cambio della guardia dall’altro lato del confine, tutti piangono, i 2 bambini (eta 8 è 10 anni) assieme ai loro genitori, (di nazionalità siriana) non reagivano più, erano affamati e congelati, mi e venuta tanta paura ….esco e nel buio correndo entro in un rovo di more, la gamba mi rimane intrappolata nelle spine e non riesco più a uscire, qualcuno torna in dietro e mi tira fuori, tanto non sentivo più i piedi… la febbre sta aumentando… bagnata e congelata e re-infilo l’unica scarpa rimasta. Sto morendo dal freddo, ma ci spingono rudemente, avvisandoci che chi rimane indietro viene lasciato dov’è…

Dobbiamo attraversare un campo di 500/600mt, un minuto di tempo, per non essere illuminati dal potente faro utilizzato dai poliziotti di frontiera, che girava a 360 gradi, come nei campi di concentramento. E quando la luce arriva, ci buttiamo a terra. Ma hanno appena tagliato un frutteto, i rami tagliati entrano nella pelle, siamo cosciente che se ci vedono ci spareranno, penso a casa, al mio focolare, a mia madre a mia sorella, che può darsi non rivedrò mai… l’altra mia compagna grida di lasciarla li, che  non vuole più proseguire, vuole morire! Ma la spingono avanti….

Due macchine ci aspettano sotto un ponte. Dobbiamo attraversare la Croazia in fretta prima dell’alba. La macchina nella quale siamo salite, prende la strada a tutta velocità. E' sempre notte, ma dopo 30 min troviamo in posto di blocco. L’autista lo forza e ci sparano contro. In pochi minuti siamo rincorsi da 5/6 macchine della polizia di frontiera croata. Ci bloccano, cani, telecamere e mitra ci caricano dentro ad un pullman.

Cominciano gli interrogatori, le prime umiliazioni, ho tanta paura, mi minacciano ma non subisco nessuna violenza.

Ci chiedono di che nazione siamo ma facciamo scena muta, ci deridono definendoci della nazione dei macachi, ci buttano in una cela del carcere della frontiera, fame, freddo…. intanto ci chiediamo cosa sarà capitata alla seconda macchina di cui non abbiamo notizie.

Dichiariamo di non avere più soldi. Ci danno l’espulsione immediata con foglio di via, entro 48 ore dobbiamo uscire dal territorio…

Siamo nuovamente a Lubiana, in Slovenia e siamo rimasti solo 2 donne e 2 uomini, senza guida e con pochi soldi.

Camminando, nascosti dietro i cespugli siamo arrivati alla stazione, dove, non so come ci aspettavano 2 tipi a prenderci con una macchina, ci portano in una casa di montagna. C’è uno specchio, mi guardo e vedo lividi ovunque, sono viola, ho i piedi che non li sento più (bruciati dal gelo), la febbre è a 39, non ho medicine…

Partiamo a piedi per la montagna, assieme ad un altro gruppo di 6 persone con 2 bambini di 7 anni. Non parlano, non fiatano, sono due ometti.

La marcia dura 24 ore, tutta di saliscendi di montagna, tanto ghiaccio, brina, e freddo. Aggiriamo la frontiera croata. Ho paura che mi riprendano, stavolta rischio il carcere.

Finalmente arriviamo vicino al confine tra Slovenia e Italia (ma lo imparo solo dopo) non sappiamo esattamente dove siamo, ne da dove siamo partiti, attorno solo montagna  nessuna anima viva sono le 10 di sera….

 

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