Sono 3 giorni che non
mangio. Rimaniamo in 4, gli altri con i 2 bambini sono stati
caricati da una macchina per portarli non sappiamo dove. E ci
dicono che entro 1 ora ci verranno
a prendere con una altra autovettura. Ci rifugiamo in
un tunnel e stiamo tutta la notte a freddo. Non dormiamo,
abbiamo paura di ogni rumore, sentiamo molti animale aggirarsi
attorno. Fa sempre più freddo più cala la notte. Guardiamo
fissi la strada aspettando che arrivi l’auto promessa.
Facciamo a turno per stare in piedi e svegli nel timore che
arrivi qualcuno che ci possa vedere ( la polizia).
10 febb.
Sono le 9 del mattino,
penso che non arriverà più nessuno. Decido per tutti di
partire, mi seguono. Vediamo alcune case sparse nei monti.
Cerchiamo aiuto, ma ci chiudono la porta.
Ho sempre più la febbre
alta, mi sento svenire e sono una stufa di calore. Ho tanta
sete e anche se mi fa venire vomito inizio a bere dai piccoli ruscelli
di montagna, mangiamo i semi delle pigne…
Siamo disperati,
decidiamo di uscire in strada e cercare un aiuto, anche se
dalla polizia. Entriamo in una casa dove un anziano che aveva
fatto la guerra in Russia
ci capisce e ci ospita. Ci fa un the
e finalmente ci scaldiamo i piedi. Il vecchio militare
ci guarda molto sorpreso, cenando con la testa “ come vi
capisco”…impariamo dove siamo, siamo a pochi km dall’
Italia. Ci dice che
c’è un cantiere di muratori a pochi km che ci potranno aiutare.
Arriviamo al posto detto,
e parlo( qualcuno capiva russo) con i muratori, sono molti
gentili, ci
accompagnano con un Van
in stazione per raggiungere la prima città italiana, che
imparo dopo essere Gorizia.
Dal momento della
partenza sono trascorse 3 settimane… nessuno ha più notizie
di noi. In stazione telefono a mia cugina in
Italia ( moglie del mio compagno di viaggio) che ci
dice ci davano già per dispersi e mi informa su come arrivare
a Ferrara., ma mi comunica anche
che è morta la mamma di mio cugino … e’ nuovamente
notte, in stazione non posiamo rimanere, gira in contino la
polizia…prendiamo un taxi che ha
capito tutto appena ci a visto…ci accompagna in un campo
vicino al confine italiano. Dobbiamo seguire la luce , ci
consiglia gentilmente…ancora…
Passiamo vicino ad
abitazioni i cui cani ci incutono timore con guaiti ed
ululati. Dobbiamo anche attraversare alcuni giardini e saltare
alcuni cancelli per uscire finalmente in strada. Non sappiamo
di essere già in Italia. Cerco di capire dove siamo dalle
targhe. Sono quasi tutte slovene e inizio a piangere perché
penso che siamo tornati nuovamente indietro. Ma sono le auto
degli sloveni che lavorano in frontiera.
Seguiamo la grande luce
che pensiamo essere la stazione, si avvicina un’auto della
polizia italiana e ci chiede i passaporti. Imparo cosi che
sono in Italia.
Mi portano ancora in
carcere , siamo interrogati per ore in quanto pensano che
siamo corrieri della droga, alcune donne militari ci spogliano
( nudi…)e ci perquisiscono. Chiedo a Dio se è giusto che
dopo queste 3 settimane di sofferenza tutto svanisca e sia
rispedita nuovamente in Moldova. Piangiamo e preghiamo tutti e
4 e vivo con il dolore di non poter dire a mio cugino della
morte di sua madre…non riuscivo di trovare una risposta ,
come faccio a
restituire i soldi prestati….tutta la notte ci hanno
interrogato, ora ci fanno le foto segnaletiche con il numero
davanti, come dei delinquente, prendono anche le impronte,
cosi siamo al completo…
Ci rilasciano alle 13 con
il foglio di via. Abbiamo 15 giorni per uscire dal paese. Gli
altri vogliono
tornare indietro approfittando del foglio di via, ma riesco a convincerli
e proseguiamo.
Camminiamo
a piedi e vediamo un parcheggio di camion. Dio mi manda un
aiuto, ècco il mio buon samaritano. Parla la
mia lingua. Ci porta in un bar, ci compra da mangiare e ci
accompagna a piedi in stazione. Prendiamo il treno per Mestre
e poi via per Ferrara.
Mi
guardo allo specchio. Dove è finito il mio bel viso carino? I
capelli sporchi, il viso bluastro dal freddo, i vestiti sono
pieni di resina di pino, terra e fango. Sono piena di lividi,
piccole escoriazioni e ferite dai rami. Ma a Ferrara, ed è in
stazione da 24 ore, ci attende mia cugina, ci abbracciamo
tutti piangendo…
P.S.
Grazie per la pazienza
che avete avuto per leggere quieto racconto, che
purtroppo ancora adesso mi mete grande tristezza, mi fa venire
i brividi….
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